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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011

mercoledì 3 settembre 2014

La Tav lungo le spiagge è «congelata»


VENEZIA — Il progetto della Tav sulle spiagge non è né vivo, né morto. E’ criogenizzato. Sta nel freezer, in attesa che chi di dovere (ossia Italferr, la società delle Ferrovie dello Stato che si occupa delle progettazioni) decida che farne. Ma, assicurano dal ministero dell’Ambiente, fino ad allora non andrà né avanti né indietro: semplicemente continuerà a starsene nel cassetto polveroso della commissione Via in cui è chiuso ormai da quattro anni. La vicenda del tracciato «litoraneo», voluto dalla Regione (nella persona dell’ex assessore alle Infrastrutture Renato Chisso) perché servisse le littorine dei turisti oltre alle «frecce» ad Alta Velocità, poi contestato dai Comuni coinvolti, quindi disconosciuto dalla stessa
Regione che l’aveva promosso e infine cestinato, è davvero una storia di ordinaria burocrazia, riportata alla luce ieri dal deputato del Pd Simonetta Rubinato.
Il progetto, messo a punto da Italferr su incarico di Rfi e mandato della Regione, risale al 2010: «In Veneto - sentenziava all’epoca il governatore Luca Zaia - c’è l’intenzione di scendere verso la fascia litoranea e avere una stazione che serva tutte le spiagge. E’ una partita da 4,2 miliardi che noi vogliamo con forza». I Comuni attraversati dai binari, però, non erano della stessa idea ed anche gli industriali espressero qualche perplessità di fronte ad una linea che, correndo alla massima potenza verso i nuovi mercati dell’Est, sarebbe incespicata nella fermata «Jesolo Lido»... (continua  a leggere)

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