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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011

venerdì 12 settembre 2014

Padova, il proibizionismo non vale per la festa della birra

Baristi contro l’Oktoberfest
«Lì non valgono i divieti di Bitonci?»

Gli esercenti del centro: la kermesse in Fiera non dev’essere zona franca


PADOVA - Birra a volontà per dieci giorni nella città che ha appena dichiarato guerra, con le ordinanze del suo sindaco Massimo Bitonci, all’alcol e agli eccessi. Difficile conciliare le due cose, al punto che il solo annuncio della prossima Oktoberfest padovana ha aperto un nuovo fronte di scontro. «Le più importanti live band folk rock. Fiumi di birra e ristoranti bavaresi». E’ questa la promessa che si legge sulla locandina dell’Oktoberfest, la manifestazione che si terrà in Fiera dal 20 al 28 settembre. Uno slogan che ha scatenato le polemiche da parte dell’Appe, l’associazione provinciale dei pubblici esercizi, e dell’Ascom, l’associazione dei commercianti. E così, nei giorni dei divieti e delle ordinanze per tutelare l’ordine pubblico, Padova torna a dividersi, chiamando in causa il capo dell’amministrazione comunale. In una lettera indirizzata al sindaco Massimo Bitonci, al vicesindaco Eleonora Mosco e all’assessore alla Sicurezza Maurizio Saia, i commercianti padovani chiedono che le recenti ordinanze e i relativi divieti vengano applicati anche all’interno della Fiera, e che i padiglioni non diventino una zona franca rispetto al centro della città.
«Riteniamo che anche in occasione dell’Oktoberfest, dove sicuramente la birra giocherà un ruolo da protagonista, potrebbero avvenire episodi di degrado, violenza, consumo eccessivo di bevande alcoliche, spaccio di sostanze proibite», si legge nella lettera inviata a palazzo Moroni. «Recentemente il Comune di Padova ha emanato... continua la lettura dell'articolo da il Corriere Veneto del 12 sttembre 2014

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