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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011

giovedì 4 settembre 2014

Protocollo per ospitare i profughi, agli alberghi pagamento in due mesi

VENEZIA - Minimo tre mesi di permanenza; l'assicurazione che non siano siriani ed eritrei che prendono la scheda telefonica, gli abiti puliti e 2,5 euro di argent de poche e poi se ne vanno per cercare di raggiungere parenti ed amici in Germania, l'Olanda o Svezia; pagamento a sessanta giorni. E, perfino, chiare indicazioni sul menù da servire in tavola: niente pasta, salsicce o prosciutto, piuttosto verdure, cous cous e riso.
Ieri il prefetto di Venezia, Domenica Cuttaia ed il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli hammo messo nero su bianco un protocollo sulle condizioni per ospitare i profughi richiedenti asilo negli alberghi del Veneto, in attesa che la commissione del Triveneto di Gorizia esamini le loro domande di protezione internazionale. Finora le condizioni dell'accoglienza non erano sufficientemente chiare, l'unica cosa che gli albergatori sapevano è che sarebbero stati pagati 35 euro al giorno per l'accoglienza di ciascun richiedente asilo. Tre hotel hanno accettato comunque  (a Padova, a Chioggia e Vicenza). Adesso che i dettagli sono stati fissati alla virgola, molti altri albergatori potrebbero essere interessati a mettere a disposizione del Viminale e delle Prefetture le loro camere per l'operazione Mare Nostrum. "Abbiamo messo le basi per una valida collaborazione - commenta Michielli - E fatto un lavoro di precisazione che puo' essere d'aiuto in tutta Italia e aiutare gli albergatori a valutare l'opportunità di ospitare i profughi". Non scende in dettagli, il presidente di Confturismo, ma a quanto si sa la Prefettura avrebbe assicurato che nelle strutture ricettive saranno inviati richiedenti asilo che non scappano via subito, la permanenza media andrà dai quattro ai cinque mesi e saranno fornite anche indicazioni dettagliate sui pasti da servire. Se qualcuno non torna a dormire per due sere di seguito è ovviamente liberissimo di farlo, ma ai gestori degli hotel si consiglia di avvisare i carabinieri. Gli abiti puliti da consegnare agli ospiti li fornirà la Caritas e la Prefettura pagherà le fatture emesse dagli alberghi entro 60 giorni.

Mo.Zi
Dal Corriere Veneto di giovedì 4 settembre 2014, pagina 3 (Primo Piano)



Profughi negli alberghi? Il no di Zaia

Dura replica al prefetto di Venezia che ha chiesto collaborazione agli operatori

VENEZIA. L’emergenza profughi non trova d’accordo il Governatore Luca Zaia e il prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia.
Luca Zaia
A scatenare il botta e risposta sono state le dichiarazioni del prefetto che, in una nota informativa sull’arrivo, ieri, di altri 180 profughi in regione, ha spiegato che «i migranti fanno parte di un contingente di 440 persone, determinato sulla base di una ripartizione tra le regioni. La sistemazione degli altri 260 migranti appare piuttosto problematica», si legge nella nota, «anche a causa della mancata individuazione di un centro di smistamento. Al fine di fronteggiare la situazione» il prefetto di Venezia si rivolge a Federalberghi «per acquisire l’eventuale disponibilità di strutture ricettive di modeste dimensioni e di categoria medio-bassa, sottolineando come la corresponsione pro-capite di 35 euro al giorno potrebbe compensare gli operatori del settore della stagione turistica non propriamente brillante a causa del maltempo».
«Valuteremo la proposta del prefetto», si è limitato a dire Walter De Cassan, presidente degli albergatori bellunesi.
Immediata e dura, però, è arrivata la replica di Zaia. «Il turismo non si aiuta in questo modo: se il governo vuole supportare la crisi di un settore strategico dell’economia veneta e nazionale (70 milioni di presenze, 17 miliardi di fatturato) vari lo stato di crisi per tutta l’industria turistica».
Il governatore ha poi aggiunto: «Quanto ai 35 euro, trovo scandaloso che la somma per il sostentamento dei profughi venga erogata nel nostro paese e non nei paesi di provenienza, dove 35 euro sono spesso sostentamento per un’intera famiglia, attraverso una saggia e lungimirante politica di cooperazione internazionale. Io resto sempre del mio avviso: aiutiamoli a casa loro, non facciamogli trovare una seconda Africa dopo quella che hanno abbandonato per disperazione».
26 agosto 2014

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