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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011

giovedì 25 settembre 2014

Rimini, le imprese alberghiere vicine al collasso. Necessarie linee di credito mirate

“I dati di fine stagione turistica della Costa dimostrano una sostanziale tenuta del movimento turistico, rispetto al 2013 - dichiara il presidente di Federalberghi Emilia Romagna, Alessandro Giorgetti – anche se con un andamento a macchia di leopardo, come è emerso dagli incontri con le Associazioni albergatori da Cattolica a Comacchio”.

I numeri su presenze ed arrivi – continua Giorgetti – non dicono però che la redditività delle imprese continua a diminuire,
 Alessandro Giorgetti
Federalberghi
portandole al collasso.
 Purtroppo si è agito molto sulla leva dei prezzi con offerte al ribasso; il continuo aumento della pressione fiscale e il peso dei costi di gestione, principalmente del personale e dell’energia, stanno fortemente riducendo i margini della redditività delle nostre imprese, con effetti negativi sugli investimenti per la riqualificazione e l’innovazione”.

“Non è questo il turismo che vogliamo – afferma Giorgetti”.

“I nuovi fondi strutturali - sottolinea Medri presidente della Consulta del turismo di Confcommercio - saranno il banco di prova per misurare l’attenzione delle Istituzioni al nostro mondo attraverso investimenti e linee di credito mirati per le imprese del turismo. Imprese che hanno sempre risposto positivamente alle opportunità che venivano offerte, basti pensare ai bandi sulla riqualificazione energetica e sul congressuale”.

“Le sole imprese alberghiere – conclude Giorgetti – permettono alla nostra regione di far registrare ogni anno più di 30 milioni di presenze turistiche. Per mantenere questo primato servono risorse più significative sulla promozione e commercializzazione turistica, che ci rendano davvero competitivi sul mercato internazionale”.

InterVista del 25 settembre 2014

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