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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011

mercoledì 3 settembre 2014

Decine di tassisti veneti arrestati in Germania, trasportavano profughi

21:37  CRONACHELa difesa della categoria, Campagnolo (Cooperativa tassisti Vicentini): «Se il cliente paga nessuno ci impone di chiedergli l’identità». Decadute le accuse per i due padovani

La difesa della categoria, Campagnolo (Cooperativa tassisti Vicentini): «Se il cliente paga nessuno ci impone di chiedergli l’identità». Decadute le accuse per due padovani (segue)

Corriere del Veneto 2 agosto 2014
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Immigrazione, tassisti veneti arrestati in Germania: 

“Trasportavano profughi”

Gli accusati avrebbero portato con le loro auto oltre confine centinaia di stranieri che avevano pagato per il tragitto. I primi episodi l'anno scorso, ma il caso è emerso solo in questi giorni come riporta il Giornale di Vicenza. La difesa: "Non c'è obbligo di controllare l'identità. Se il cliente paga ed è presentabile nessuna legge ci impone la verifica"


La frontiera si passa in taxi. Mentre al sud continuano gli sbarchi di clandestini, al nord ad improvvisarsi “scafisti” sono i tassisti italiani. Sono centinaia i profughi che avrebbero usato auto a noleggio con conducente e pulmini per cercare fortuna in Germania. Le forze dell’ordine tedesche hanno arrestato decine di autisti con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I primi fermi sono dello scorso anno, come scrive il Giornale di Vicenza e il Mattino di Padova, ma il caso è emerso in queste settimane con l’arresto del noleggiatore Alessio Tavecchio, 45 anni, di Pianezze (Vicenza) trovato mentre trasportava 10 profughi siriani (segue)

Il Fatto Quotidiano 2 agosto 2014

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