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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011

venerdì 12 settembre 2014

Fenomeno Sziget festival: cresce il turismo a suon di rock


I tre principali festival ungheresi fruttano quasi 400
milioni di euro. Merito anche dell'Italia che per
entrare nel business della musica deve andare
all'estero

Sziget in magiaro significa «isola». L'isola è quella di Obudai, 
circondata dalle acque del Danubio, a due passi dal centro 
di Budapest, dove ha luogo quello che negli anni è diventato 
il festival più grande del vecchio continente. Avviato nel 1993 
da un gruppo di studenti universitari, dopo 20 anni gli spettatori 
sono diventati 415 mila, registrando quest'anno il tutto esaurito.
Una crescita esponenziale che si giustifica anche per il fatto che 
lo Sziget negli anni si è arricchito di contenuti che vanno oltre la 
musica: oggi i concerti sono sempre l’elemento fondamentale, 
però il visitatore rimane presto sorpreso da quella che gli 
organizzatori chiamano «l’esperienza visiva». Allo Sziget tutto 
è curato nel minimo dettaglio: dalle scenografie, agli eventi, alle 
performance itineranti che ogni giorno si susseguono sull’isola. 
L’organizzazione è impressionante: partendo dai bagni, all’offerta 
di cibo per arrivare alla sicurezza. I disagi sono minimi, anche 
quando, come quest’anno ha piovuto per 3 giorni di fila.In 
Ungheria, sulla scia dello Sziget, i festival si sono moltiplicati 
e il Governo ha quindi deciso di investire. Quest’anno hanno
 immesso nelle casse dello Sziget più di 2 milioni di euro: 
«È importante supportare i festival perché i visitatori stranieri 
sono i turisti del futuro» dice Eva Kurucz, portavoce del 
Governo. Sempre la portavoce spiega che: «Il fatturato annuo 
che se ne ricaverà [dai tre festival più importanti: Sziget, 
Balaton e Volt] è pari a 320 milioni di euro, equivalenti al 
12% del fatturato annuo proveniente dal turismo».
L’investimento che viene fatto...
di  Giuliano Marrucci e Giovanni Merla

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