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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011
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giovedì 18 settembre 2014

Viaggio nel Veneto tra problemi e speranze, pochi investimenti a Jesolo, mentre Cortina cerca il rilancio. Un bilancio quattro anni dopo quest'inchiesta per valutare se i cambiamenti ci sono stati

Spettacolare tour del Corriere


Il futuro è alle porte


Cortina d'Ampezzo

Turismo e cura dell'ambiente La Regina cerca il rilancio

09:51  ECONOMIAL’agorà dei Vip di fronte a nuovi ricchi e viaggi low cost: «Riqualificarsi con un occhio a tradizione e cultura» di Marco de' Francesco

Il centro di Cortina: si sfiorano gli ingorghi pedonali (Cappello) Cortina d'Ampezzo «Natura splendida, ma strutture non all’altezza»

09:40  ECONOMIACentro assediato dal traffico e senza parcheggi di Patrizia Serra

Porte aperte, invece, ad ampliamenti di attività alberghiere. «Sino al 30%, con un tetto di 8mila metri cubi - continua Verocai - oppure sino a 1.800 metri cubi; in entrambi casi, dietro obbligo di osservare standard qualitativi e impegno per un numero determinato di settimane di apertura». Tutto semplice? «Macché - replica il presidente dell’Associazione albergatori, Roberto Cardazzi -: le autorizzazioni prendono la via di Venezia, e i tempi si allungano». Una politica di piccoli passi contraddetta solo dal progetto di tangenziale, «eredità di precedenti amministrazioni - spiega il sindaco - che si è cercato di rendere meno impattante»


venerdì 12 settembre 2014

Fenomeno Sziget festival: cresce il turismo a suon di rock


I tre principali festival ungheresi fruttano quasi 400
milioni di euro. Merito anche dell'Italia che per
entrare nel business della musica deve andare
all'estero

Sziget in magiaro significa «isola». L'isola è quella di Obudai, 
circondata dalle acque del Danubio, a due passi dal centro 
di Budapest, dove ha luogo quello che negli anni è diventato 
il festival più grande del vecchio continente. Avviato nel 1993 
da un gruppo di studenti universitari, dopo 20 anni gli spettatori 
sono diventati 415 mila, registrando quest'anno il tutto esaurito.
Una crescita esponenziale che si giustifica anche per il fatto che 
lo Sziget negli anni si è arricchito di contenuti che vanno oltre la 
musica: oggi i concerti sono sempre l’elemento fondamentale, 
però il visitatore rimane presto sorpreso da quella che gli 
organizzatori chiamano «l’esperienza visiva». Allo Sziget tutto 
è curato nel minimo dettaglio: dalle scenografie, agli eventi, alle 
performance itineranti che ogni giorno si susseguono sull’isola. 
L’organizzazione è impressionante: partendo dai bagni, all’offerta 
di cibo per arrivare alla sicurezza. I disagi sono minimi, anche 
quando, come quest’anno ha piovuto per 3 giorni di fila.In 
Ungheria, sulla scia dello Sziget, i festival si sono moltiplicati 
e il Governo ha quindi deciso di investire. Quest’anno hanno
 immesso nelle casse dello Sziget più di 2 milioni di euro: 
«È importante supportare i festival perché i visitatori stranieri 
sono i turisti del futuro» dice Eva Kurucz, portavoce del 
Governo. Sempre la portavoce spiega che: «Il fatturato annuo 
che se ne ricaverà [dai tre festival più importanti: Sziget, 
Balaton e Volt] è pari a 320 milioni di euro, equivalenti al 
12% del fatturato annuo proveniente dal turismo».
L’investimento che viene fatto...
di  Giuliano Marrucci e Giovanni Merla

mercoledì 27 agosto 2014

Tripadvisor, ecco come è facile barare sulle recensioni

Ilfattoquotidiano.it l'ha fatto e ha ricevuto l'accredito promesso da parte di un'agenzia che si pubblicizza sul web. Va specificato: nessuna responsabilità da parte del colosso delle recensioni. Ma certamente la prova de ilfattoquotidiano.it è la dimostrazione che il business della reputazione online avviene alla luce del sole. Il problema non sono però solo gli utenti, ma anche società esterne che lucrano (apparentemente indisturbate) sulla voglia di "aumentare il rating" di alcuni operatori del turismo e della ristorazione

 Tripadvisor: “Adottiamo misure severe per penalizzare i pochi business sopresi a utilizzare tali servizi per ingannare i viaggiatori e facciamo sì che tutti siano a conoscenza della nostra posizione intransigente rispetto a questo malcostume”.

Scrivere e far scrivere recensioni a pagamento su TripAdvisor è possibile. Ilfattoquotidiano.it l’ha fatto e ha ricevuto l’accredito promesso. Prima di spiegare come è stato possibile, con quali contatti, quali consegne e quali esiti, bisogna premettere che TripAdvisor è una potenza: di anno in anno aumentano le persone che, prima di recarsi nel tal ristorante o nel tal albergo, si fanno un giro in Rete per capire quali sono le opinioni degli altri utenti. Così per un’attività comparire in cima alla lista con una buona reputazione diventa fondamentale per acchiappare qualche cliente in più. In questo contesto, quindi, non manca chi decide di barare, gonfiando il proprio rating o cercando di demolire quello della concorrenza. Sono molti i ristoratori danneggiati che nel tempo hanno avviato procedimenti, inviato segnalazioni, interpellando anche l’autorità garante per la concorrenza (che ha aperto un procedimento contro Tripadvisor) nel tentativo di avere ragione dei propri sospetti e delle proprie lamentele. Il colosso delle recensioni si difende spiegando di non essere responsabile della condotta disonesta dei suoi utenti e di avere messo a punto meccanismi sofisticati per individuare e scongiurare le frodi . Il problema non sono però solo gli utenti, ma anche siti e organizzazioni facilmente individuabili con una semplice ricerca su Google, che pubblicano il costo di un pacchetto di recensioni positive pubblicate su TripAdvisor. Occorre ripeterlo: nessuna responsabilità del colosso delle recensioni. Ma certamente la dimostrazione che il business della reputazione online avviene alla luce del sole e – finora – non ci sono stati interventi efficaci per debellarlo. Ecco la nostra esperienza “sul campo”.
LA PRIMA PROVA: RECENSIONI FOTOCOPIA - Scrivere una recensione su Tripadvisor è facile. Facilissimo. Non importa che sia vera, basta che sia verosimile. Così aggirare le “trappole” diventa un gioco da ragazzi. Abbiamo provato anche noi, non ce ne vogliano i ristoratori che sono stati inconsapevolmente utilizzati come ‘cavie’. Abbiamo creato un account e in modo assolutamente casuale abbiamo scelto quattro ristoranti, uno a Milano, uno a Roma, uno a Bari e l’ultimo a Palermo. Per ciascuno abbiamo inserito la stessa recensione, dichiarando di esserci stati la sera precedente: “Sono andato a cena in questo ristorante ieri sera. Ho trovato un ambiente davvero suggestivo e confortevole. Location curata, personale disponibile,atmosfera rilassata. I piatti, presentati in maniera impeccabile, sono buonissimi”. Un testo copiato e incollato, riproposto identico e regolarmente pubblicato sul portale. Inutile dire che nei ristoranti recensiti non ci abbiamo mai messo piede. Ed è proprio questo il punto contestato. Sono in molti a chiedersi perché il sistema informatico di Tripadvisor non preveda la possibilità di limitare frodi così evidenti.

IL BUSINESS DELLE RECENSIONI A PAGAMENTO - E’ chiaro che in una falla così larga si infila di tutto. E anche nel caso di Tripadvisor non manca chi ha fiutato l’occasione. Il business è quello della reputazione digitale. La merce di scambio le recensioni. La contropartita, come sempre, i soldi. Sui portali di annunci (Bakeka e simili) non è raro imbattersi in selezioni di “collaboratori” a cui assegnare “microlavori di inserimento testi su alcuni portali internet”. Annunci allettanti, che promettono qualche spicciolo in cambio di poco lavoro. Sembra una cosa semplice. Rispondiamo. Nel giro di qualche giorno arriva la risposta, a scrivere è una donna: “Grazie per avermi contattata” e poi spiega di collaborare con “una web agency” che le ha chiesto di creare una rete di collaboratori. Per fare che? “In questo momento sto cercando persone che possano inserire una recensione o su Tripadvisor o su Holidaycheck”. Gradita anche la conoscenza del tedesco e dell’inglese (naturalmente le possibilità di guadagno aumentano. “Se interessato entro qualche giorno ti invio tutti i link e i riferimenti per reperire le informazioni necessarie per il testo, ovviamente recensione a 5 stelle”. Sembra tutto molto lineare, decidiamo di proseguire. Segue uno scambio di corrispondenza fino a quando arrivano le istruzioni per il primo lavoro. Si tratta di unarecensione Tripadvisor in italiano per un ristorante che si trova in una località della Toscana (ovviamente conserviamo tutte le indicazioni e le specifiche del lavoro): “Mi raccomando: la votazione deve essere a 4 stelle! (il punteggio massimo è 5, ma questa volta l’agenzia vuole una recensione da quattro)”.
Poi l’insolita datrice di lavoro allega i link per trovare la struttura e qualche
informazione per rendere più reale il testo, dal menù proposto alla location.
Completiamo una iscrizione fittizia, con un nome di fantasia, inseriamo la
recensione come da istruzioni e attendiamo la conferma di avvenuta 
pubblicazione (essenziale per ottenere il pagamento). Passa qualche
giorno,
la recensione viene pubblicata e poco dopo il compenso pattuito (3 euro)
arriva sul conto Paypal. A inviare il pagamento è un’altra donna,
probabilmente
la titolare della “web agency” che ha commissionato il lavoro. È così
che abbiamo
pubblicato la nostra prima recensione a pagamento.
LE WEB AGENCY E I COSTI PER GLI “INSERZIONISTI” – Ma se chi
redige le false recensioni percepisce qualche spicciolo, quanto costa
questo scherzetto
al committente? Il nostro gentile contatto, ignaro di avere a che fare
con un giornalista, non è sceso nei dettagli in merito al nome dell’
agenzia che le ha commissionato il lavoro (noi abbiamo capito solo che il
pagamento è stato inviatodalla provincia di Messina, ma non ci siamo mai
imbattuti in una vera società).
Facendo una ricerca in Rete si trovano abbastanza facilmente realtà
che offronoquesto servizio. Su tutte spicca il sito
www.recensionitripadvisor.it che in rete pubblica tanto di tariffario:
 “50 euro per due recensioni positive in una settimana,550 euro per 30 
recensioni in 90 giorni”. Un bel business rivolto a ristoratori e albergatori
che vogliono migliorare la loro reputazione, magari per scalzare il diretto
concorrente in classifica e arrivare davanti a lui nelle ricerche degli utenti.
I gestori di questo servizio, che si dichiarano 
estranei a Tripadvisor (pur richiamando lasocietà nel nome e nella grafica),
spiegano così la propria attività: “Il nostro strumento di marketing per
Tripadvisor è efficace ed stato progettato per migliorare rapidamente
il modo con cui operate in Tripadvisor con la vostra azienda. Come risultato
riceverete un significativo aumento di recensioni Tripadvisor positive”.
Garanzia di successo al 100%.
LA REPLICA DI TRIPADVISOR - Tripadvisor assicura di non avere nulla 
a che fare con questa faccenda né con le altre che lavorano allo stesso modo.
“Qualunque tentativo di manipolare le classifiche su TripAdvisor attraverso
l’uso di recensioni false è totalmente contro le nostre linee guida – ha spiegato la portavoce dell’azienda Valentina Quattro -. Non collaboriamo con compagnie
o individui che offrono questi servizi e non li supportiamo in alcun modo.
Riteniamo che compagnie di questo genere possano nuocere all’intera i
ndustria del turismo rispetto all’opinione dei consumatori e che potrebbero
scorrettamente impattare su milioni di business onesti e legittimi nel mondo”.
La portavoce poi continua: “Queste aziende devono necessariamente
commercializzareil loro prodotto proponendolo ai proprietari e gestori per
guadagnare e, nel fare questo,lasciano inevitabilmente delle tracce che 
noi possiamo intercettare”. Tripadvisor
avrebbe anche messo in campo un team di investigazione che utilizza
tecniche simili a quelle adottate dalle banche e dalle carte di credito per
bloccare le frodi in tutto il mondo:
 “Agiamo anche proattivamente per identificare chi cerca di utilizzare questi
servizi” poi continua: “Adottiamo misure severe per penalizzare i pochi 
business sorpresi a utilizzare tali servizi per ingannare i viaggiatori e facciamo
sì che tutti siano a conoscenza della nostra posizione intransigente rispetto a
questo malcostume”.
A un mese e mezzo di distanza da queste parole, però, il business delle
recensioni a pagamento prosegue e i siti che lo promuovono continuano a
operare indisturbati.